PIU’ BELLA E IN SALUTE CON L’OLIO DI COCCO

PIU’ BELLA E IN SALUTE CON L’OLIO DI COCCO
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Del cocco non si butta nulla, tanto è prezioso!
Se ne ricava polpa, olio, latte e acqua.
Ma ciò che ne fa un alimento straordinario è proprio l’olio.
L’olio di cocco ha un effetto stimolante sulla tiroide, la rimette in moto a un livello di efficienza superiore, certo, come dicevo occorre riequilibrare la malnutrizione conclamata retrostante.
Un’altra importante caratteristica dell’olio di cocco, è che il suo utilizzo non richiede nemmeno l’intervento dell’insulina, alleggerendo così il sistema anche in caso di patologie come il diabete o insufficienza pancreatica e non dimentichiamo l’importante impatto che gli eccessi insulinici hanno sui quadri endocrini con predominanza estrogenica.
L’azione antimicrobica aggiuntiva che esercita sul latte materno citato più sopra è valida anche per gli adulti, agisce su germi, parassiti e malattie infettive, aiutando a debellare batteri, funghi, virus e parassiti.
Negli ultimi quarant’anni la ricerca evidenzia che gli acidi grassi a catena corta dell’olio di cocco uccidono batteri che provocano infezioni del tratto urinario, polmonite, gonorrea, sono letali per lieviti e funghi che causano fastidiose malattie come piede d’atleta e candidosi.
L’olio di cocco è stato bollato come ipercolesterolemico sulla base di studi su animali. In questi studi agli animali non viene somministrata una dieta naturale, ma alimenti in polvere creati in laboratorio, inclusa una quantità di zuccheri e altre sostanze che l’animale non potrebbe mai consumare in natura. Ciò che succede a un animale in lab non è molto affidabile come criterio, né applicabile alla fisiologia umana. Ad esempio nei criceti gli omega 3 aumentano il colesterolo. Negli umani il contrario.
L’altro problema è che la maggior parte degli studi è stata fatta col prodotto comune che si trova in commercio in USA: olio idrogenato.
E grazie che aumenta il colesterolo.
I trigliceridi a catena media vengono convertiti in MCFA e utilizzati dall’organismo come fonte di combustibile per produrre energia. Non vengono incorporati nelle lipoproteine, come le VLDL e LDL, la cui ossidazione può dare problemi cardiovascolari. Negli studi indicati si vede che l’integrazione di olio di palma, molto simile al cocco, fa aumentare leggermente il colesterolo totale, ma anche l’HDL, azzerando quindi i rischi temuti.

T. et al., Bourque, C. et al: Consumption of oil composed of medium chain triacylclycerols, phytosterols, and N-3 fatty acids improves cardiovascular risk profile in overweight women, in Metabolism vol. 52, 2003;
Ng, T.K. W. et al., Nonhypercholesterolemic effects of a palm-oil diet in Malaysian volunteers, in Am.J.Clin. Nutr. Vol 53, 1991;
Tholstrup, T. et al., Fat high in stearic acid favorably affects blood lipids and factor VII coagulant activity in comparision with fats high in palmitic acid or high in myristic and lauric acids, in “Am. J. Clin. Nutr., vol 59, 1994.

Altre informazioni interessanti per la vostra bellezza e salute le trovate su Orticaweb di questa settimana.

Stay in HEALTH, buona lettura! 🌹

Il pezzo sul settimanale online è a questo indirizzo :

http://www.orticaweb.it/olio-di-cocco/

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Categorie:Naturopatia

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